REPOSITORY

ODG, Interrogazioni

Arg. n. 9 – ODG – Proposta di Regolamento n. 0011:

(Seduta del 14/03/2006

Arg. n. 9 è ODG è Proposta di Regolamento n. 0011:

èModifiche al regolamento regionale 10 febbraio 2004, n. 1 (Criteri generali per lèassegnazione e la gestione degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, art. 3, comma 41, lettera m, l.r. 5 gennaio 2000, n. 1)è

Dichiarazioni di voto)

&O

AGOSTINELLI Mario

Credo che lèintero Consiglio abbia potuto constatare uno sforzo ed un impianto culturale di tutta lèarticolazione di interventi dellèopposizione, che non è mai scivolata in forme propagandistiche e nemmeno in riflessioni di tipo emotivo. Ci ha comunque colpito il fatto che il Consiglio, ormai da tempo, venga piegato piè alle esigenze del tempo elettorale che non invece allèurgenza dei problemi da affrontare, e a risposte che abbiano una loro coerenza con la portata dei problemi. Devo dire che sentir dire da una persona che io stimo molto, come Borghini, che in fondo il bello di questo regolamento è che non verrè applicato, fa un poè impressione. Cèè niente di piè cogente di un regolamento? Se lèavete redatto, evidentemente, o voi per primi non lo ritenete un regolamento adeguato, e allora sperate di non incorrere nella contraddizione che venga applicato, oppure lèavete promulgato per delle ragioni esterne al merito. E io credo che sia cosè, cioè per segnalare allèopinione pubblica e agli elettori che questo è il momento per accanirsi in modo particolare sui non residenti, visto che dare la casa a tutti quelli che se lèaspettano è qualcosa che voi non avete assolutamente considerato perchè le politiche della casa mostrano delle palesi insufficienze. Quindi è chiaro che ricorrere alla guerra interna e allèesclusione di una parte di quelli che dovrebbero avere diritto è un modello che voi scegliete di adottare, da cui noi siamo politicamente – e ha ragione Galperti – e culturalmente estremamente distanti. Vedete, è pesante che lèintera opposizione abbia sollevato un problema, unèeccezione di incostituzionalitè, e che questa sia stata liquidata senza nessuna convinzione nemmeno da parte vostra. La nostra previsione è che questo regolamento sarè inefficace e avrè prodotto piè contenziosi che effetti, nel momento in cui verrè giudicato nellèistanza competente. Qui perè ho da fare, per chiudere, tre brevissime considerazioni, che vanno al di lè di questo provvedimento e che dimostrano come puè essere grave affrontare in chiave elettorale le scadenze che abbiamo davanti. Io sono preoccupatissimo di come ci è stato cambiato questa mattina completamente lèordine del giorno che la riunione dellè art. 13 bis aveva a suo tempo concordato. Noi abbiamo dovuto accantonare la questione della normazione dei servizi di pubblica utilitè su cui lavoravamo da tempo in commissione. Noi stiamo facendo scivolare altrove i provvedimenti sullèinquinamento, che il Presidente – che è rientrato adesso in Consiglio – continuamente solleva in fora propagandistica in termini diretti con lèopinione pubblica ma che non ci consente mai di verificare qui dentro. Io voglio dire anche a Borghini proprio perchè lui è stato, anche per un lungo periodo della sua esperienza, attento a queste cose, che la capacitè di integrazione di cui noi abbiamo bisogno passa dal diritto alla casa. Lasci perdere se questa cosa in Europa la chiamano diritto allèabitazione poichè il diritto alla casa è il principio di fondo per consentire in una fase di crisi, perchè di questo si tratta, di affrontare un problema chiave per la societè e il mondo del lavoro lombardo e per prevenire anche la violenza che cèè nella nostra societè. Perchè non ne dobbiamo parlare? Ma vi pare possibile introdurre lèaspetto della residenzialitè senza tener conto del momento specifico in cui ciè avviene? Ciè oggi viene introdotto, allèinterno dei processi che sono aperti, allèinterno ad esempio a processi di mobilitè che in Lombardia sono incredibilmente profondi, e che riguardano il trasferimento perfino settimanale di masse di lavoratori che partono da altri luoghi e che vengono qui, ritornano il sabato e la domenica alle loro residenze perchè non trovano casa. E secondo Alboni, secondo Zanello, si puè rimuovere questo aspetto e lo si puè liquidare parlando sostanzialmente dellèaccesso come ultima istanza a cui noi facciamo riferimento? Ho sentito dire, e mi dispiace, che in fondo facciamo questo perchè la residenza è èsentitaè. Ma il legislatore non deve fare semplicemente le cose che sono èsentiteè, cioè il legislatore supera lèaspetto di pancia, lèaspetto emozionale, e razionalizza in una chiave piè alta lèimpegno solidale che la societè gli sta chiedendo. Dirci che la residenza noi lèabbiamo introdotta perchè è èsentitaè senza tener conto che crea problemi ancora piè grandi, per cui altri aspetti, che oggi abbiamo completamente trascurato, diverranno rilevanti è abbastanza deludente.

Votiamo quindi contro, ma andiamo al di lè del voto, lasciando allèinterno del Consiglio una riflessione responsabile che sarè sicuramente piè agevole riconsiderare alla prossima occasione. Ci dispiace perchè oggi la seduta è stata completamente piegata a esigenze smaccatamente elettorali, che sono insensibili alla drammaticitè dei problemi che abbiamo davanti.

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