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Comunicati stampa, Generale

OMICIDIO ABDOUL: CHI ALIMENTA L’INTOLLERANZA, SENTA SU DI SE’ LA RESPONSABILITA’ POLITICA DI QUANTO ACCADUTO

Dichiarazione di Mario Agostinelli, capogruppo regionale del Prc

“Nel crocicchio anonimo dove è stato ferocemente sprangato Abdoul Guiebre e nel silenzio terrificante della gente che lì abita e che si ritraeva mentre questa mattina la delegazione del Prc deponeva mazzi di fiori, ho trovato il clima sconvolgente di quando, 12 anni fa, andavo a portare attestati di vicinanza ai 12 ninos de rua massacrati in una fredda mattina dai poliziotti di Rio de Janeiro nella piazza della Candelaria. Stessa sensazione di solitudine e di sguardi ostili.

Saprà reagire Milano? Si alzerà un moto di sdegno e di rifiuto della violenza, nella città che ha saputo integrare centinaia di migliaia di meridionali, fondendo culture e alimentando convivenza e solidarietà?

Oggi, qualcosa si è rotto nel legame sociale. Una rottura che affonda le sue radici in tanti problemi irrisolti, ma che in questi ultimi anni è stata ricercata con cura da chi ha scommesso proprio sull’indebolimento dei valori di solidarietà, di uguaglianza e giustizia sociale, per affermare l’opposto: l’individualismo, l’egoismo, l’identità etnica e territoriale, tutti presupposti del clima di violenza, intriso di pulsioni razziste, che Milano sta vivendo.

L’uccisione feroce di Abdoul sta proprio dentro tale contesto, quest’aria avvelenata che la Lega e la destra, con la loro politica dell’odio e della discriminazione – contro i rom, contro gli immigrati, contro i diversi – contribuiscono, ogni giorno, a costruire e che viene irresponsabilmente convalidata persino da rappresentanti del Governo e delle istituzioni.

Chi finora ha alimentato il circolo vizioso della paura e dell’intolleranza, senta su di sé tutta la responsabilità politica di quanto accaduto in via Zuretti. E chi già grida alla strumentalizzazione, pensi invece ad impegnarsi, come noi, per sollecitare un risveglio civile che consenta alla nostra città di recuperare i propri valori e la propria ragione.

Perché non si debba mai più sentire di un ragazzo, un nostro figlio, ammazzato una notte sulle nostre strade per il colore della sua pelle”.

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