mario agostinelli

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Interventi Consiglio, ODG, Interrogazioni

CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA – SEDUTA DI MARTEDI’ 19 GIUGNO 2007

Arg. n. 5 – ODG – Proposta di legge al Parlamento n. 0040:

“Nuove norme per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, d’iniziativa dei Consiglieri Mauro, Frosio, Galli, Demartini, De Capitani, Ruffinelli, Cecchetti, Rizzi, Moretti, Gallina e Belotti).
Federalismo Fiscale – Discussione generale

Io rafforzerò le motivazioni contrarie di Benigni, al punto – se mi riesce – di convincerlo a mantenerle fino in fondo.

Nella mia esperienza sindacale era abbastanza frequente che, prima della sigla di accordi contrattuali a livello nazionale, dalla Lombardia arrivassero pressioni per fare degli accordi separati con noi. Erano tentativi sempre indirizzati ad impedire che i diritti, che si conquistavano anche con il peso della Lombardia, fossero diritti nazionali, diritti diffusi a tutti.

E’ evidente la stessa intenzione nella presentazione così accelerata del PLP che stiamo discutendo adesso. Di nuovo, per l’esperienza che abbiamo, noi non ci prestiamo.

Provo a integrare le motivazioni sostenute prima da Benigni con uno sforzo pedagogico a spiegare all’aula che non ha nemmeno presente che cos’è la legge delega presentata dal Governo, che cosa essa contiene. Legge delega, tra l’altro, a cui lavora anche Rifondazione, e su cui noi siamo d’accordo, e rispetto a cui invece il PLP presentato oggi è in tale rotta di collisione da non essere, a nostro giudizio, assolutamente emendabile.

Allora, dato che voi voterete per l’una o l’altra opzione in campo, è bene che conosciate i contenuti delle regole di coordinamento finanziario che il Governo sta portando avanti.

Per quanto riguarda l’autonomia tributaria delle Regioni e degli Enti locali, la si afferma non solo con solennità ma con diciassette precisi punti di articolazione. Secondo aspetto: la distribuzione di poteri legislativi tra Stato e Regioni, in materia di tributi locali, è assolutamente cogente, è definita punto per punto.

Terzo: le regole di assegnazione delle risorse finanziarie statali e regionali, alle Regioni, è addirittura prevista ogni anno come accompagnamento della presentazione della Finanziaria, che dovrà contenere, oltretutto, anche esattamente il fabbisogno e la distanza, sul piano della capacità fiscale, delle singole Regioni, che deve essere colmata dal fondo di solidarietà.

E qui c’è un punto, che il documento della Lega impallina subito: è proprio un problema da equazione matematica: il fondo che assicura i livelli essenziali di assistenza, che sono previsti dalla Costituzione, viene assicurato da quantità variabili provenienti dalle Regioni più ricche, che non possono trattenere per sé queste quantità. Il documento che ci è stato presentato si limita a dire: noi terremo conto non delle garanzie dei livelli essenziali, ma dell’uniformità dei livelli essenziali di assistenza, e lo facciamo introducendo in quell’equazione l’80 per cento di trattenimento dell’IVA e la devoluzione di non più del 15% di IRPEF.

Con un’ equazione siffatta i livelli essenziali di assistenza non si assicurano. Infatti, il documento del Governo, che è realistico, dice: noi fisseremo la quota di trattenuta dell’IVA per le singole Regioni e il livello di IRPEF da trasferire, sulla base della sicurezza che l’equazione tenga e che i livelli essenziali di assistenza siano mantenuti.

Quindi, se votate il documento presentato, non è consentito il mantenimento di diritti fondamentali. A mio giudizio, il Governo non può accettarlo.

Tra l’altro mi sembra che i criteri che questo documento porta avanti siano perlomeno bizzarri. Ve ne dico tre: uno, assume come criterio premiale quello dell’evasione fiscale.

Noi abbiamo una proposta a riguardo, l’abbiamo già detto anche come Rifondazione: se si fa un recupero di evasione fiscale, anche a livello locale, in Lombardia, è bene trattenere una parte di questa evasione fiscale recuperata per migliorare la qualità e per dare servizi aggiuntivi, e quindi, per dare corpo ad un federalismo fiscale virtuoso. Altra questione : la capacità fiscale per abitante viene rapportata al costo della vita in ciascuna Regione. Che la capacità fiscale per abitante venga applicata e rapportata al costo della vita in ciascuna Regione non sta né in cielo né in terra!

Mi chiedo poi come faccia l’Assessore Colozzi ad avere due pesi e due misure, a seconda se si trova a Roma a discutere qui e come possa comportarsi in Commissione,se sostiene il PLP proposto dalla Lega.

Voi pensate, e lo dite, ad un fondo di perequazione a carattere orizzontale: un’enormità rispetto a quello che succede adesso. Suffragate questa richiesta con l’istituzione di un’unità tecnica di monitoraggio e controllo sul fondo perequativo, che sarebbe composta unicamente da tecnici e rappresentanti delle Regioni che alimentano il fondo.

Qui ci sarebbero delle Regioni ricche che alimentano il fondo,che lo amministrano al posto dello Stato. Cioè, delle Regioni che alimentano il fondo, che amministrano le loro donazioni nei confronti di quelle più povere. Come se fossimo al G8 essenziali di assistenza.

Il documento nazionale è molto equilibrato infatti insiste a dire che ci sono tributi e compartecipazioni delle Regioni che devono essere assegnati a destinazioni precise perché si dia attuazione piena, non dice parziale, sia all’articolo 117 che all’articolo 119.

Non è che il documento nazionale su ciò si tira minimamente indietro. E’ un passo inedito, che voi cercate, dal punto di vista propagandistico, di anticipare con la richiesta di trattenere qui l’80, il 50, il 70, l’85 per cento dei tributi. Vi basta scriverlo, anche se poi non si adotta, perché così va avanti un rapporto con i cittadini di pura irresponsabilità,ma di potente propaganda.

Mi meraviglia – e lo dico in questa aula – che addirittura un membro della Commissione Stato-Regioni sostenga queste posizioni e le possa difendere in quella sede. Certo che se venisse suffragato da uno schieramento ampio, questo documento, creerebbe problemi al Governo; è evidente che noi non andremo in quella direzione e lasciano al resto dell’ Unione questa responsabilità.

E qui provo a dire ancora un paio di questioni del documento nazionale. La prima: c’è una intesa, perché ogni anno il documento di programmazione economico finanziaria fissi il livello programmato della differenza tra entrate e spese finali per ciascuna Regione. Questo è un fatto importante, che ci consente di affrontare il problema delle risorse, sia in termini perequativi che in termini di singolo territorio.

Sarebbe interessante, ad esempio, per i non autosufficienti, dato che consentirebbe alle Regioni di avere una capacità di compartecipazione sui tributi e di compartecipazione anche alle accise per far vivere meglio i cittadini lombardi.

Il vostro documento tiene i soldi qui ma non migliora la condizione di vita dei cittadini lombardi. Il documento nazionale prevede le modalità per migliorare il tenore di vita e per rendere cogente un miglioramento perfino dei livelli dei servizi rispetto ai livelli essenziali. Io sto su quel documento lì.

E ora, Benigni, tu me ne hai dato lo spunto, andiamo al succo delle nostre differenze.

Volevo spiegarvi che sono differenze di valore questa volta, non banali. La nostra impostazione questa volta è radicalmente diversa.

La relazione, che dovrebbe essere presentata – parola del Governo, e che accompagna il DPEF ogni anno, evidenzia le diverse capacità fiscali per abitante prima della perequazione e dopo la perequazione.

Quindi noi potremmo vedere lì, quando votiamo tutti assieme,quale è l’emendamento reale e allora la Regione Lombardia potrebbe chiedere delle correzioni – ne ha tutto il diritto – affinchè la capacità fiscale al netto e al lordo dell’attività di perequazione allinei i cittadini in una misura che miglioreremmo di anno in anno.

Le Regioni che a consuntivo, non prima ma a consuntivo, saranno virtuose, trasferiranno anche di meno di quanto previsto. Le Regioni che saranno più virtuose avranno dei premi non per sottrarre solidarietà, ma per migliorare, i loro servizi.

E qui finisco. Voi avete elencato una serie di tributi da trattenere qui, che a mio giudizio sono del tutto inaccettabili. Ve ne elenco qualcuno, perché anche voi li avete diversificati per quanto riguarda il sostegno alle materie del 117 da quelle per il sostegno al fondo del 119.

Voi dite: tratterremo qui tutta la parte di imposta regionale sul reddito personale, eccetto il 15 per cento.Come avete fatto questi conti?

Secondo: voi istituirete qui un’imposta locale sui redditi fondiari, istituita e disciplinata secondo criteri che sono quelli di un’imposta locale, ad aliquota proporzionale, purché ci sia invarianza di pressione fiscale complessiva.

Io non riesco a capire cosa voglia dire questo. Se lo capisco bene, voi volete togliere altri soldi – perché non si capirebbe come si fa a mantenere l’invarianza fiscale complessiva – a quelle che sono oggi le competenze nazionali, ad esempio le accise sul gasolio o sulla benzina. Infatti voi dite che, oltre alla compartecipazione regionale dell’Iva in misura non inferiore all’80 per cento voi volete trattenere qui tutto il gettito delle accise, dell’imposta sui tabacchi e quella sui giochi.

Ma chi ve lo consente, scusate? Cioè voi siete in grado di presentarci un PLP propagandistico , mentre si sta discutendo con il Governo, e vorreste metterci in conflitto con le altre Regioni almeno su 12, 15 materie? Ma non scherziamo !

(Seduta del 19/06/2007

Arg. n. 5 – ODG – Proposta di legge al Parlamento n. 0040:

“Nuove norme per l’attuazione dell’articolo 119 della Costituzione, d’iniziativa dei Consiglieri Mauro, Frosio, Galli, Demartini, De Capitani, Ruffinelli, Cecchetti, Rizzi, Moretti, Gallina e Belotti.

Abbinato a:

Ordine del giorno n. 965, in data 19 giugno 2007, a firma dei Consiglieri Sarfatti, Benigni, Galperti, Agostinelli, Concordati, Fatuzzo, Storti e Monguzzi, concernente i principi per l’attuazione del federalismo fiscale in applicazione dell’articolo 119 della Costituzione

Dichiarazioni di voto)

Federalismo fiscale – Dichiarazione finale

Tanto breve quanto – se mi riesce – anche pesante.

Noi abbiamo dato una battaglia esplicita contro questo progetto di legge, nato nel cuore e nella cultura della Lega e poi, per cerchi concentrici, allargato prima a Forza Italia, e avete ragione, con un dire e non dire, con un certo credito anche nello schieramento cui io appartengo.

La posizione di Ds, Margherita e Verdi, la giudico un errore, perché rincorrere un PLP solo propagandistico, da usare qui, da usare qui, sui giornali di domani, e che non avrà seguito a Roma, corrisponde a sottovalutare il ruolo di un’Assemblea legislativa, che dovrebbe invece guardare ben più lontano e stare ai contenuti e a un messaggio da lanciare in spazi meno angusti di quanto non dipenda soltanto dalla tattica e dal confronto locale.

Esiste un approccio ai problemi del federalismo, che è quello che il Governo sta affrontando, che è davvero opposto, checché ne dica Colozzi, all’approccio scelto dalla maggioranza, e il fatto che arrivi sul tavolo del Parlamento nazionale il PLP qui presentato, è un pessimo biglietto da visita della Lombardia, almeno per quanto mi riguarda.

Da questo punto di vista, credo proprio che il federalismo asimmetrico sia il contrario della risposta dovuta almeno a due questioni: una, che riguarda il Paese dentro cui siamo, e che io non ho mai nessuna ragione per abbandonare a se stesso, e cioè la difesa e la tenuta dei diritti universali. Oggi quel compito è stato tradito.

La seconda questione: noi non abbiamo fatto assolutamente, qui, lo sforzo che vi chiediamo noi invece per dislocare risorse da gestire anche a livello territoriale, perché questo è il federalismo, che, se devono essere aggiuntive, devono incidere anche su una maggioranza del gettito fiscale, oltre che nel recupero dell’evasione. Lo rilevava perfino Cè, che nel vostro progetto di legge non avete minimamente preso in considerazione questa ipotesi.

Quindi il nostro è un voto contrario netto, che è reso ancora più irritato, se volete, dal fatto che lo sforzo che noi esprimevamo sui criteri su cui lavorare da qui in avanti, sia stato impallinato da una votazione per punti separati, che nel momento in cui è avvenuta non consente più ovviamente di riconoscermi in alcun documento presentato.

Lo dico con rammarico, ma mi sembra che la giornata di oggi non preluda ad un rapporto, nei confronti dello sviluppo del federalismo, che vada nella direzione per cui noi continueremo a combattere.

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