mario agostinelli

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Interventi Consiglio, ODG, Interrogazioni

Arg. n. 4 – ODG – Progetto di legge n. 0199: “Normativa in materia di orari degli esercizi commerciali”

CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA – SEDUTA DI MARTEDI’ 20 NOVEMBRE 2007

(Seduta del 20/11/2007

Arg. n. 4 – ODG – Progetto di legge n. 0199:

“Normativa in materia di orari degli esercizi commerciali”, d’iniziativa della Giunta regionale.

Continuazione discussione generale

Abbinato agli Ordini del giorno 1139-1150-1152-1153-1154-1155-1156-1157-1158).

Orari Commerciali 20/11/07 Considerazioni

AGOSTINELLI Mario

Io vorrei, su questo provvedimento, che il Consiglio cogliesse l’occasione per non fare soltanto un dibattito sugli aspetti economici che sono sottesi, e quindi sottoposto alle pressioni che possono venire, tra l’altro anche in modo molto differenziato, dalle imprese del commercio – le grandi in maniera diversa dalle piccole. Vorrei avere l’occasione di proporre al Consiglio di cogliere in questo provvedimento, qualcosa di molto emblematico.

Il provvedimento, dicevo, non è semplicemente qualcosa che ha seguito le pressioni di lobbies o di grandi interessi economici: è un profilo di valori. In questo io concordo molto con quello che hanno detto sia Oriani che Gaffuri.

Perché dico che si tratta di un profilo di valori? Perché, in sostanza, si individua nel lombardo, nel cittadino di cui ci dobbiamo occupare, essenzialmente un consumatore, separandolo dalla sua funzione ad esempio come lavoratore, come produttore, come essere sociale, e quindi provocando con provvedimento di legge, che sembrerebbe lieve, degli effetti enormi, che non sono minimamente considerati nel dibattito. Un provvedimento di legge a volte potrebbe avere delle impostazioni forti a cui segue magari un tentativo a valle di recupero degli effetti negativi. Questo invece è un provvedimento che determinerà un netto mutamento della fase a cui andiamo incontro, con la più dissennata deregolamentazione dell’apertura dei negozi.

Qui c’è un’indicazione di futuro per la Lombardia. Che cosa è la Lombardia? La Lombardia è un luogo dove si consuma molto di più di quanto si produce e dove le risorse non hanno carattere rinnovabile. Tenete conto che gli insediamenti commerciali,i supermercati di cui stiamo parlando e che verranno aperti 52 domeniche all’anno, insistono su quei 27 milioni di metri quadri di aree industriali dimesse, che sono messe a profitto dalla speculazione immobiliare proprio per creare centri di consumo senza tregua!

Quando ci occupiamo di un insediamento industriale consideriamo sempre l’utilizzo degli impianti. Gli enormi insediamenti commerciali che distruggono l’ambiente e consumano quantità enorme di energia e alimentano il traffico di fatto hanno convenienza per recuperare il costo degli investimenti, di lavorare il più possibile, quindi di tenere aperto il più possibile.Questo è il regalo che gli fate.

E io non ho mai visto un’azienda o un’impresa che è autorizzata ad aumentare l’utilizzo degli impianti senza contrattazione con i lavoratori; qui invece è scritto così: qui si esclude il ruolo, la funzione del Sindacato, dimenticando che se è vero che sono tantissimi i consumatori, in questo settore lavorano 612 mila addetti.

Bella questa Lombardia fatta solo di consumatori! Una Lombardia bigotta tra l’altro, dove quando discutiamo di assistenza ci si preoccupa, con zelo clericale, della vita fin da prima del concepimento e poi, quando si ridiscute di commercio , la vita dei cittadini viene subordinata agli Dei del consumismo.

Questo è un provvedimento che contempla che nei luoghi dove si apre la domenica la Regione stanzi fondi per fare intrattenimento. La Giunta quindi suggerisce dove saranno le piazze d’incontro e quale sarà l’utilizzo del tempo libero nei giorni di riposo.

Vorrei darvi l’idea che noi abbiamo deciso, e credo valga per tutto il Centrosinistra, di fare un’opposizione anche di tipo culturale, andare a mettere il dito nella piaga. La Lombardia, che si distanzia di dodici punti per il PIL dall’Europa negli ultimi dieci anni, negli stessi ultimi dieci anni ha un indebitamento pro capite che è cresciuto del 21,3 per cento ed un consumo pro capite che è aumentato del 16 per cento.

Si dice: “Beh però siamo più ricchi”, no, negli ultimi 10 anni è aumentata anche la povertà:

una povertà che subisce esclusione proprio qui da noi, perché quei cittadini, che sono poveri, vanno esclusi perché non sono consumatori.

Quindi io sono molto preoccupato della centralità di un “agire di consumo” piuttosto che “dell’agire di lavoro” ; io sono anche preoccupato che l’ampliamento della disponibilità a incessantemente spostarci per andare nei centri commerciali con le auto farà crescere l’inquinamento ambientale.

Gli insediamenti sono negli snodi dove si raggiunge con la vettura individuale il consumo. Naturalmente proclameremo le domeniche a piedi nei centri urbani,mentre nei luoghi intorno, dove ci sono i supermercati saremo congestionati di auto.

Ma scusate, c’è stato un grande dibattito sull’organizzazione degli orari, dove si chiedeva a ciascuno di noi addirittura di cadenzare i suoi tempi, le donne hanno fatto grandi cose da questo punto di vista. Dato che c’è un po’ di misoginia in questo Consiglio non ce se ne occupa mai. Ma chiedetelo a loro ad esempio se c’è bisogno di un’altra organizzazione degli orari commerciali, chiedetelo ai pensionati, che in Lombardia sono sempre di più, se hanno bisogno di grandi ripiani di prodotti in bella mostra, o assistenza di vicinato per quanto riguarda il consumo minuto e necessario.

Io allora penso che noi dobbiamo pensare di cercare delle soluzioni. Lo sapete, noi siamo contrari ad aumentare l’utilizzo delle aperture oltre il decreto Bersani, ma non ho registrato nessuna voglia di concordare con noi nemmeno dei punti di avvicinamento.

Siamo assolutamente contrari ad inventarci, ad esempio, che delle lobbies, come i panificatori, vengano preservati da questo allungamento degli orari di apertura; siamo soprattutto assolutamente contrari a non considerare l’impatto che questa diversa organizzazione degli orari avrà per i lavoratori.

Vorrei che voi pensaste, ad esempio, che dentro i supermercati il 47 per cento della forza lavoro è precaria, e quindi si muove su turni a scacchi, su turni solo del sabato e la domenica, su turni solo serali, e si muove incessantemente spostandosi con i mezzi che trova.

Se dovessi dare un’immagine, è come se avessimo uno sciame inquieto che si muove esposta in ragione di questo provvedimento.

Credo proprio che noi rischiamo di non conservare il nostro territorio. Mi sarebbe piaciuta una grande attenzione – e presenteremo emendamenti per i mercati locali e per la valorizzazione dei prodotti locali. Ma questa legge è un’altra cosa: è il risultato della pressione delle grandi sedi di interesse.

Quindi, usando un termine che gli ambientalisti usano spesso, voi privilegiate le reti lunghe rispetto alle reti corte perché ve lo chiedono le grandi lobbies commerciali.

Uno dice “Ma noi siamo europei” .Guardatevi bene intorno, andate ad esempio in Germania o in Svizzera: si chiude alle cinque e mezza di sera , lasciando il sabato pomeriggio e la domenica chiuso. E’ vero che qui tutti pensano alla Germania o alla Svizzera come a qualcosa di strano, dato che là un minimo di vita sociale si svolge nei bar, nelle piazze, in compagnia. Bisogna che anche qui si pongano regole, limiti ma invece si pensa che ci sia una virtù salvifica del mercato per cui, una volta liberalizzato, tutti riadattano al meglio. Ma chi l’ha detto, ma chi lo può dire?

Vi faccio un esempio: io abito in un posto dove devo raggiungere il treno con la macchina. Da quando è cominciato il Consiglio i due parcheggi dove si mettevano le macchine presso la stazione sono stati soppressi. Perché? Perché i commercianti si sono lamentati e li vogliono per loro. Bisogna andare a mettere la macchina 700 metri più in là; quindi è come se io partissi con un treno prima. Ma ha un senso tutto questo?

(Seduta del 20/11/2007

Arg. n. 4 – ODG – Progetto di legge n. 0199:

“Normativa in materia di orari degli esercizi commerciali”, d’iniziativa della Giunta regionale.

Continuazione discussione generale

Abbinato agli Ordini del giorno 1139-1150-1152-1153-1154-1155-1156-1157-1158

Dichiarazioni di voto).
Orari commerciali dichiarazione di voto 20/11/07

Ho già espresso le ragioni anche profonde di contrarietà al provvedimento; devo dire che il dibattito però ha registrato più voci, che non si sono limitate alla critica di questo o di quel punto ma si sono concentrate sulla preoccupazione che il futuro della Lombardia non sia un futuro sostenibile o rinnovabile, sia un futuro che progressivamente va sempre di più verso raschiare il fondo di un patrimonio perennemente in vendita.

Io vorrei far presente che quando si parla di orari bisogna tener conto che oltre le ventiquattro ore al giorno non si va, che oltre le cinquantadue domeniche all’anno non si va, e che quindi un modello, che diventa un modello così pervasivo da richiedere un’autoalimentazione, una continua crescita, si scontra poi con limiti oggettivivamente insuperabili.

La Lombardia non si deve solo attraversare, si deve anche vivere; in Lombardia non si deve solo consumare, si deve produrre, e tutto l’impianto che è stato presentato qui è un impianto assolutamente in contrasto con i diritti e le aspirazioni del mondo del lavoro e con la sostenibilità.

Devo dire però, e lo vorrei apprezzare, che c’è stato anche un tentativo mal riuscito di rendere organica, coerente, una legge di pura liberalizzazione, che rigorosa non può essere, ma perlomeno non dovrebbe prestarsi ad interpretazioni ancora più spiacevoli da parte di lobbies.

Quindi, per sottolineare la mia distanza, vorrei usare, se possibile, un po’ di ironia, cioè io vi chiedo davvero di essere così coerenti e rigorosi, da fare in modo che il primo maggio le chiusure avvengano solo per le ferramenta e le cooperative rosse.

Vi chiedo ancora che, utilizzando le parole del Presidente Formigoni sulle prospettive che l’Expo 2015 dovrebbe fornire in tema di energia e alimentazione per la vita e sulla richiesta da parte sua di essere più sobri e più attenti ai consumi, per ogni domenica in cui tiene l’apertura dei negozi si faccia una chiusura il venerdì, con digiuno.

Vi chiedo poi, da ultimo, che per gli incentivi che vengono dati da parte della Regione per l’apertura la domenica dei supermercati, nel caso della notte di Natale, questi vengano utilizzati perché la Messa si svolga direttamente all’interno dei supermercati, purché negli stessi non ci siano sexy shop aperti.

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