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NUOVA ASL DI MONZA: OCCASIONE MANCATA PER RIAVVICINARE GLI OSPEDALI AL TERRITORIO

Prc astenuto su un pdl che non concede la sperimentazione sanitaria richiesta dai cittadini e dai Sindaci del nord Milano

Dichiarazione di Mario Agostinelli,capogruppo regionale Prc

“Il Consiglio regionale ha approvato oggi, con l’astensione del Prc, la legge di istituzione della nuova Asl di Monza e Brianza e di ridefinizione degli ambiti territoriali dell’Asl di Milano.
E’ stato, questo, l’esito di un percorso in parte obbligato dalla nascita della Provincia di Monza. Ma, nel complesso, si è trattato di un’occasione mancata per rivedere, almeno un po’, l’impostazione ipercompetitiva della politica sanitaria di Formigoni inaugurata con la Legge 31, soprattutto in relazione a quelle attività di settore che l’hanno più sofferta.
Le organizzazioni sindacali, le associazioni di cittadini e i sindaci dei Comuni dell’ormai ex-Asl Mi 3 che resteranno sotto Milano avevano infatti avanzato la richiesta di una sperimentazione che consentisse di creare un collegamento diretto degli ospedali di Sesto e Cinisello con le attività socio-sanitarie del territorio (diagnostica, ambulatoriale, piani di zona) e con la medicina di base.
Nonostante le pressioni e l’apertura di un tavolo che la Regione era stata costretta ad avviare dopo l’animata presenza dei sindaci e degli assessori in Aula durante il dibattito sulla prima versione del pdl, il progetto iniziale, che prevedeva l’afferimento degli ospedali di Sesto e Cinisello agli Istituti clinici di perfezionamento e l’inclusione dei 7 comuni della zona nell’Asl Mi 1, è stato solo parzialmente attenuato.
La legge definitivamente approvata prevede così l’istituzione di due distretti dotati di autonomia per le attività sociali e socio-sanitarie, ma non concede alcuna sperimentazione sull’ambito sanitario, riaffermando la reiterazione di un modello che impone la separazione degli ospedali dal territorio.
Eppure vorremmo ricordare che persino il Piano socio-sanitario regionale ipotizza una riorganizzazione delle cure primarie a livello territoriale e la trasformazione di alcuni ospedali in ospedali di comunità, per assicurare forme di assistenza diretta e di vicinanza ai cittadini, in particolare a quelli più anziani, in modo da evitare ricoveri costosi o la loro emarginazione nelle case di riposo”.

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