mario agostinelli

REPOSITORY

Unaltralombardia SE

L’IDENTITA’ E LA FUNZIONE DI UNALTRALOMBARDIA IN CAMPAGNA ELETTORALE E NELLA PROSPETTIVA DI SINISTRA ARCOBALENO

1) Il contesto globale è di emergenza ambientale sempre più irreversibile, di lotta aspra attorno alle risorse e ai beni comuni, di ridefinizione tuttora in corso dei modelli di organizzazione della produzione e del lavoro, di crisi finanziaria, di recessione, di spostamento del baricentro dalle tradizioni culturali artistiche religiose e politiche dell’occidente bianco verso centri cosmopoliti attivatori di scambi molto accelerati. Clima ed energia, questione democratica, diritti del lavoro, pace, multiculturalità e immigrazione sono aspetti ineliminabili del conflitto in corso e della ridefinizione dei problemi e delle modalità della rappresentanza a tutti i livelli. Siamo ad un passaggio epocale e lo dimostrano le stesse elezioni americane, dove un nero, una donna e un bianco conservatore si contendono l’eredità di un Bush bollito. Il peso dei movimenti che hanno fatto le loro grandi prove da Seattle, Porto Alegre, Genova in poi si è affievolito a livello di opinione pubblica, ed è aspramente combattuto dai media, anche se il loro lascito è più profondo e rilevante anche nella coscienza popolare. E’ incredibile, ma solo il movimento più localista parla oggi di globalizzazione in prossimità delle elezioni e ne parla per rilanciare protezionismo e separazione.

2) In questo contesto ineliminabile si è prodotto in Italia, per responsabilità di Berlusconi e di Veltroni un confronto sulla governabilità nella cornice di una continuità di modelli che sfuma perfino le differenze di programma e concentra sui leader tutte le aspettative di vago cambiamento. Prodi, le sue sconfitte o i suoi successi, sono rimossi, se non per marcarne una presa di equidistanza che giustifica la convergenza di strategie. Gli aspetti tattici superano la confusione di obiettivi, il provincialismo domina, gli auspici sostituiscono le proposte. Aprire una campagna elettorale riducendo a spettatori gli elettori; restringendo il campo del pluralismo sociale (maggioritario bipolare e porcellum); eliminando dal terreno il conflitto (la stretta di mano Nerozzi Calearo costituisce uno spartiacque nella deriva della sinistra); pronosticando la crescita e l’aumento dei consumi come orizzonti risolutori della caduta del potere di acquisto delle masse; sottovalutando l’aspetto perequativo del fisco e dei servizi pubblici; rimuovendo l’emergenza ambientale e l’abbandono necessario del fossili e del nucleare; non progettando una urgente riconversione ecologica dell’economia ed il ruolo dello stato in questo percorso, oltre che nella valorizzazione dei beni comuni; e, infine, non riassegnando alla rappresentanza del lavoro il ruolo chiave di leva del cambiamento necessario, si consegna alla continuità e alle destre il governo di un Paese che si dice di voler portare al cambiamento “epocale”. Purtroppo i movimenti sono oscurati, edulcorati e tenuti lontano innanzitutto per responsabilità delle scelte di Veltroni.

3) Gli “opposti” dei punti illustrati in 2) inseriti nella cornice 1) possono costituire il fulcro dell’identità programmatica della SA, un soggetto politico nuovo che interpreta la necessità e il bisogno di sinistra in un processo – non elitario, ma popolare – di riconquista di autorevolezza, rappresentatività e efficacia, non ancorato solo a simboli del passato, ma in tensione d’ascolto della società reale e con ambizione di risposte innovative alle ferite che ci sono inferte dal successo della globalizzazione liberista. Parlo, in particolare, di effetti di disuguaglianza, spreco e distruzione, negazione del valore sociale del lavoro, manipolazione della partecipazione, cancellazione della memoria, svilimento della vita umana e dell’ambiente naturale. Quegli stessi “opposti” prima individuati, sono anche la riattualizzazione degli obiettivi della Costituzione, oggetto di prossima incursione da parte del PdL con una relativa acquiescenza da parte del PD. C’è quindi una identificazione di SA nei temi di una battaglia di rilancio dello stesso 25 Aprile verso il futuro, avvertendo il pericolo che ne minaccia i valori e la memoria. Battaglia più aspra, se dovrà tener conto della fine “dell’arco costituzionale” e della modifica delle culture politiche che potrebbero contrarre un nuovo patto sociale nel caso di sparizione di SA e di successo e di probabili convergenze tra Berlusconi e Veltroni.Se lo scontro sarà sul peggioramento del patto sociale, bisogna aver presente la crisi attuale della CGIL che da “casa della sinistra” diventa portatrice di voti al PD), l’influenza sul sindacato unico della nascita del PD, la necessità strategica di costruire un rapporto in particolare con la CGIL, puntando sulla sua confederalità e sulle caratteristiche di una rappresentanza generale dei lavoratori, che si vanno affievolendo. IL lavoro è visto da Berlusconi e Veltroni come una forma di oppressione inevitabile da risarcire e il lavoratore sparisce dalla sfera dei diritti.

4) La Lombardia costituisce a tutti gli effetti e già per le ragioni illustrate nel nostro “libro bianco” un eccezionale banco di prova per la ripresa di un legame tra sinistra e società, ben sapendo che oggi, frammentata, sconfitta, emarginata e colpita da solitudine nei luoghi di lavoro, non trova rappresentanza adeguata se non in fiammate di opposizione. Se, dopo le elezioni, Formigoni calerà a Roma da ministro, lo farà con l’intenzione di estendere a livello nazionale un sistema di interessi che ha creato disuguaglianze in Lombardia, saccheggiato il territorio, portato al mercato i diritti costituzionali rinsaldati dalle lotte del mondo del lavoro. Questo sistema costruito con il beneplacito della Lega, ha trovato sul campo consenso e convergenze nel PD del Nord, che ha anticipato qui lo scenario nazionale della “grande coalizione” Veltroni-Berlusconi, all’orizzonte se la Sinistra Arcobaleno perde elezioni. Dobbiamo rilevare che su questa vicenda e sull’analisi che ne consegue Unaltralombardia ha avuto un ruolo decisivo e riconosciuto.

C’è una ragione decisiva per la mobilitazione di tutto il corpo militante diffuso da qui al 14 Aprile: chiarire che il fallimento della costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra corrisponderebbe al via libera ad una modifica su scala nazionale, dopo che in Lombardia già fatto le prove, del quadro costituzionale da cui dipende la condizione di vita di milioni di lavoratori e. Nella nostra regione infatti, un federalismo secessionista, il sostegno ad un modello che consuma più di quanto produce e che crea ricchezza non redistribuita dando fondo al patrimonio di conquiste sociali e di beni comuni e naturali ereditato, non solo non è stato contrastato dagli ex DS e dall’ex Margherita, ma è stato all’origine della rottura dell’Unione, assai prima della caduta di Prodi. Fortunatamente, possiamo annoverare anche il successo dei gruppi della SA in Consiglio Regionale nel processo di costruzione di punti e contenuti comuni di merito, di contrasto, di differenziazione dal centro e dalla destra.

5) Le caratteristiche della campagna elettorale in atto vanno considerate per imprimere le mutazioni necessarie e per trarre considerazioni utili per il cammino successivo, indubbiamente condizionato e segnato dall’esperienza di massa del voto. Il messaggio di Veltroni non è solo mediatico: è impregnato di coinvolgimento diretto dove va lui, non dove ci sono i problemi: questo amplifica il suo messaggio e assomiglia a Wojtyla che si recava coi suoi viaggi continui nel mondo per amplificare attraverso le televisioni (globale) una presenza locale, lanciando così il suo messaggio dal territorio al mondo. Il PD disegna un futuro di crescita redistribuita senza conflitti, mentre Berlusconi rilancia l’egemonia dell’impresa, l’occupazione autoritaria dello stato e la panacea dei consumi per giustificare la selezione darwiniana con cui si prepara a affrontare la recessione. Sono entrambi “sogni” lontani dalla realtà materiale degli elettori in carne ed ossa, che non entra in discussione, se non come punto di partenza che le due ricette dovrebbero esorcizzare. Sogni che lasciano le mani liberi quando al governo si realizzerà uno scenario, questo sì probabile e realistico, da grande coalizione. La Sinistra Arcobaleno dovrebbe comunicare il bisogno di sinistra (non quello di un cartello elettorale per mandare in parlamento qualcuno designato) portato nelle sedi e nei luoghi di un nostro blocco sociale di parte, ma con ambizioni di rappresentanza degli interessi generali. Qui abbiamo perso l’apporto della CGIL, scivolata per gran parte in una caduta di autonomia verso il disegno interclassista ( e cislino) del PD. E’ dal territorio e dai problemi che si possono rilevare ascoltando che è proficuo partire. Luoghi della produzione, modo di produzione, orari di vita e di lavoro, consumo di territorio e sviluppo, innovazione, ricerca, conoscenza, privatizzazioni e diritti sono i temi che si ritrovano nelle zone dove dobbiamo ricostruire la sinistra con luoghi propri (le case della sinistra) che non avviamo mai!. Per ora stiamo sempre tra i nostri che non sono ancora convinti e che si attardano sulle loro storie personali, non sull’accelerazione delle disuguaglianze, dello sfruttamento, dell’attacco alla vita e al futuro. In sostanza, le iniziative della campagna elettorale si riducono alla pur valida opera di convincimento dei militanti perché amplifichino il messaggio di una sinistra nuova., della creazione irreversibile di un soggetto unico al di là dell’assemblaggio che risulta dalle liste. Ma…dove sono i Verdi? E cosa intendono fare i Comunisti italiani e parte di RC? Quale è il valore aggiunto dell’unità? Cosa non serve essere o diventare?. E’ utile il voto per cosa? Al popolo o alla elite burocratica, che fa da liquidatore supponente di una grande storia? Nonostante queste preoccupazioni su cui intervenire con massima urgenza, io ritengo assolutamente raggiungibile il risultato decisivo dell’8% al Senato in Lombardia e a questo bisogna lavorare senza posa.

6) Una domanda oggi inevitabile è: A chi mandare il nostro messaggio? Con chi e come lavorare in una fase di transizione verso il soggetto nuovo in cui Unaltralombardia confluisce senza dissolversi? Quale è nostra funzione nella creazione di un partito? La forma partito per sopravvivere (non tutto rimane uguale a prima!) è decisiva. Da questo punto di vista rimane importante tutta l’elaborazione dell’organizzazione a rete, della territorialità, della confederalità che abbiamo condiviso con Sinistra Europea. Rimane da imprimere una grande velocità e molta concretezza anche a questa questione decisiva, tenendo conto del rapporto profocuo da tenere coi partiti in via di superamento.

Un aspetto che non possiamo più trascurare è come rendere efficace il messaggio e quindi le modalità per intervenire nel dibattito e nel percorso politico. Dobbiamo convincerci a creare circuiti alternativi di comunicazione, tenuto conto del ruolo molto negativo e chiuso che hanno assunto in Lombardia e in Italia le lobbies mediatiche che detengono il monopolio dell’informazione ( v. Tg3, Repubblica, Corriere etc.). Esiste un problema per cui i giornali indicano – assieme ai decisori politici – le strategie per le campagne informative e impongono, di conseguenza, chi viene incluso e chi escluso. A questo connubio, sostenuto da poteri economici e interessi finanziari, si adegua tutta l’informazione, anche quella più popolare come i giornali locali o le TV private, con conseguenze gravissime per la democrazia e per mantenere in voce esperienze alternative o critiche. Già in questa campagna la posizione di Veltroni e il lavoro dell’informazione hanno confinato noi nella “sinistra radicale” impedendoci di darci una identità anche positiva, lasciandoci in campo solo “per impedire a qualcuno di governare” e lasciando al PD l’esclusiva di una azione di governo “alternativa” a Berlusconi.

7) In base a questo insieme di considerazioni e in continuità con un’elaborazione e un’esperienza maturata nei tre anni passati, è più agevole individuare il ruolo diretto di UAL in questa campagna elettorale, soprattutto se si traguarda oltre il 13 e 14 Aprile. In effetti, dobbiamo pensare ad ogni atto di questa campagna superando temporalmente il limite del risultato elettorale, pur decisivo. La debolezza di un cartello elettorale assemblato tardi è sotto i nostri occhi. Perché non si debba constatare che sia stato avviato troppo tardi occorre una grande nettezza nelle nostre posizioni, e, allo scopo, la visibilità, il riconoscimento per quanto possibile, ma soprattutto l’unità di collocazione strategica di UAL sono indispensabili.

La nostra collocazione è soprattutto nel rapporto con i movimenti e nel dar loro una cassa di risonanza anche nella battaglia democratica nelle istituzioni.
A noi è chiaro, ad esempio, come siamo in un passaggio ponte verso le elezioni regionali anticipate, che avremo probabilmente in Autunno. E come proprio in Lombardia l’irreversibilità strategica del “correre da soli” del PD ( che Veltroni ha portato all’estremizzazione di stare da solo anche all’opposizione – come la SPD con la Linke, ma dimenticando che l’SPD rimane socialdemocratica!) non debba essere coniugata tatticamente con la possibilità di un confuso ressemblement, che potremmo pagare con l’evaporazione di una nostra più matura identità e di un più saldo rapporto con la società, che sono state la bussola di riferimento del nostro lavoro, anche se gli spunti di successo sono ancora molto labili. Dobbiamo quindi prepararci a una lista della Sinistra Arcobaleno con una identità programmatica che altrimenti vedremmo svaporare.

8) Da ora in poi la nostra “trasversalità”, la capacità di dialogo, dovrebbe avere per obiettivo

a) l’aggiunta di una gamba “sociale” al processo di convergenza fin qui burocratico dei 4 partiti, la costruzione irreversibile di una forma partito nuova in cui organizzativamente le esperienze come la nostra sono parificate a quelle dei partiti d’origine. Qui vale la pena di riprendere l’elaborazione della Sinistra Europea quando sembrava crescere senza essere surrogata di fatto da Rifondazione: confederalità territoriale, struttura a rete, case della sinistra.

b) non la ricostruzione dell’Unione, ma la costruzione di un soggetto politico unitario, non federato, attraverso la scambiabilità e la fungibilità totale di tutte le culture politiche che confluiscono in SA, senza che il conflitto tra le posizioni originarie impedisca di ricomporsi sempre e non a colpi di maggioranza, ma in forma consensuale sui temi innovativi da affrontare sorretti dalle lotte e dalle campagne indispensabili e su cui non esiste altra ricetta che il confronto pieno.

c) il recupero ad un disegno generale delle parzialità territoriali o tematiche che conquistano attenzione temporalmente limitata ma che hanno a riferimento – in un interessante connubio tra democrazia diretta e delegata – le istituzioni locali. Questo significa anche proporsi di collegare tra loro organicamente i vari livelli locali delle istituzioni. E di costituire un corpo organico di elaborazioni e di informazioni che rappresenti una “narrazione” originale e omogenea del mondo e dei rapporti sociali e di produzione che ci circondano. L’esperienza fatta con Sbilanciamoci, il lavoro del libro bianco, fanno pensare al legame con una attività di studio e di corsi di formazione, davvero indispensabile anche come veicolo di un rapporto con le giovani generazioni, da cui viaggiamo spesso completamente separati. Assieme alla critica al modello Formigoni, il rapporto tra istituzioni e territorio è da annoverare a successo dell’esperienza di Unaltralombardia.

d) Tessere una narrazione sul mondo reale e la società che conosciamo che sia omogenea, riconducibile a “ frame” forti che non vengono scalfiti dal contingente o travolti dalla forza dei media. Per certi versi qualcosa – virtuosamente – simile a quanto ha fatto perversamente la Lega di Bossi. Con una capacità di resistere al racconto dei media e a quel senso comune che al Nord è stato trasformato senza di noi. Con strumenti di comunicazione nuovi (Web, Blog, Internet), con giornalini locali, con collegamenti tra reti esistenti, con circoli di ritrovo permanenti.

8) Proposte in campagna elettorale

a) calendario di iniziative e presenze. Visibilità. Uso del blog come supporto. Diffondere articoli e documenti

b)identificare tre momenti particolari, riferiti al rapporto sinistra – movimenti

  • Dopo Expo con movimenti che stanno sul territorio ( data da definire attorno al 10 Aprile)
  • ARS con Tortorella (1 Aprile) su politica economica in Lombardia
  • Festa per la conquista del Parco Pineta di Tradate n( 5 Aprile)

9) Proposte per dopo elezioni

a) 16 Aprile Seminario a Milano di una intera giornata con discussione libera su “dove va la società e l’economia lombarda” per definire la proposta politica da qui alle elezioni anticipate dopo Formigoni (Confronto con personalità come Giorgio Galli, Peter Kammerer, Marco Revelli, Gad Lerner, Bonomi, Robotti etc.)

b) Iniziativa sulla forma partito con Ginsborg, Berinotti, Asor Rosa etc

c) Confronto a alto livello comunicativo sul nostro libro “la corsa è finita” con aggiornamento dell’analisi dopo Malpensa e Expo 2015.

10) Sistemazione organizzativa (solo cenni)

  • Buona situazione di bilancio
  • Conferma a Presidente di Mario Agostinelli
  • Portavoce di Unaltralombardia Pino Vanacore
  • Esecutivo conferma dei membri eletti a Cremona
  • Tesoriere Saverio Codispoti
  • Lavoro di segreteria a tempo parziale affidata a giovane che presidia la sede in orari fissi

Responsabili: MI Paolo Cagna (con compiti anche di raccordo con Università, elaborazioni di gruppi che lavorano sul territorio, relazioni con esperti e esperienze significative anche a livello regionale)

  • VA Rocco Cordì
  • Busto Aldo Altieri
  • Paullo Franco Morabito
  • Magenta Antonio Frascone
  • Mantova Sergio Cordibella
  • Legnano: Roberto Molinari

Aree tematiche Ufficio studi Enrico Bigli
Formazione e comunicazione (sito etc.) Massimo Tafi

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