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Nucleare in Lombardia? Sì per Formigoni e la Lega

Seduta del 12/5/2009 Arg. n. 6 all’Ordine del Giorno:

Mozione n. 299, concernente l’individuazione di fonti energetiche alternative a quelle derivanti dagli impianti”nucleari”.)

Intervento Di Mario Agostinelli

Mozione contro il Nucleare

Nel titolo della mozione da me presentata si pone chiaramente non soltanto il giudizio da parte nostra molto negativo sull’uso delle centrali nucleari, quanto piuttosto la bontà della scelta, alternativa alla localizzazione delle fonti nucleari, di impianti e di collettori di energie naturali che preservano il territorio e consentono un governo senz’altro molto più interessante sul piano ambientale e addirittura sul piano democratico di quanto invece non impongano le grandi centrali di natura così devastante, come sono quelle nucleari.

Diciamo dall’inizio che il fatto che nel 1987 anche gli abitanti della Regione Lombardia complessivamente abbiano votato a maggioranza contro la ricollocazione delle centrali nucleari non è stato assolutamente un caso; avevamo corso in quel momento il rischio della catastrofe e vivevamo, anche emotivamente, l’incidente di Chernobyl. Tuttavia una riflessione sull’avanzamento scarsissimo delle tecnologie nucleari non ci esime dal confermare il giudizio dato allora. E qui faccio qualche semplice considerazione. La prima: è tutt’altro che risolta oggi la questione delle scorie nucleari,; durano centinaia di migliaia d’anni, sono profondamente pericolose, vengono, come nel caso di Caorso – perché questo è l’aspetto importante, dato che non c’è in Italia un sito di destinazione finale – trattenute in loco. Quindi noi abbiamo al confine con la nostra regione un pericolo già presente di esposizione alle radiazioni molto evidente tuttora operante e che verrebbe, nel caso venisse approvato il piano Scaiola – aggravato dall’ulteriore deposito di scorie prodotte, nel caso in cui venissero collocate le centrali in Lombardia, o addirittura a corso stesso. C’è poi un altro aspetto importante: noi siamo in un territorio, parlo dell’Italia, altamente sismico.

La collocazione di centrali nucleari sarebbe estremamente rischiosa. Aggiungo a questo il fatto che le cosiddette centrali di terza generazione non escludono assolutamente la probabilità di incidenti catastrofici e la storia delle centrali di quarta generazione è assolutamente soltanto un auspicio,una favola, dato che non esiste oggi la possibilità di operare con centrali più sicure e a tutt’oggi, tra l’altro, il piano Scaiola è un piano che prevede la collocazione di almeno quattro centrali, per complessivamente oltre 6 mila megawatt, tutte prodotte da AREVA, grande industria francese. Uno di quegli affari con i francesi come è stato l’affare Air France, per cui ad ogni visita di Berlusconi in Francia quel governo stappa una cassa di bottiglie di champagne.

Devo dire che, tra l’altro, è profondamente antieconomico il ricorso al nucleare: oggi il nucleare, anche se si escludono – parlo di uno studio dell’MIT – 18 centesimi di euro al kilowatt ora, pagati abitualmente dallo Stato ( quindi un aggravio di costi in questa crisi non indifferente) ma un costo superiore a quello perfino prodotto dall’eolico e soltanto inferiore a quello prodotto dal fotovoltaico. Occorre chiaramente, perché questa è l’alternativa che noi poniamo, spostare in direzione di impianti che captano direttamente l’energia dal sole, dal vento o da microcentrali idroelettriche l’attenzione, la progettazione e gli investimenti, per fornire alla Lombardia una energia controllabile e pulita.

Io sto naturalmente ora condensando le motivazioni sostenute nella nostra mozione che abbiamo avanzato anche perché siamo sostenuti dal piano energetico regionale. Il piano energetico regionale non prevede nemmeno un kilowatt di potenza aggiuntiva in Lombardia: anzi, parte da questo presupposto ed è su questa base che noi avevamo respinto la localizzazione della centrale aggiuntiva di Offlaga.

Quindi, non c’è ragione, non c’è motivo per pensare che il territorio della Lombardia possa essere in un certo qual modo annoverato tra i fornitori di siti per centrali nucleari.

Quindi non stiamo facendo solo un discorso di opzioni sulle scelte o meno del nucleare: io sarei da questo punto di vista più duro. Ne facciamo un problema di localizzazione in Lombardia, e lo diciamo con nettezza: la Lombardia ha bisogno di innovare profondamente la quota di energia rinnovabile e di far seguire a questa innovazione una riconsiderazione della politica industriale.

Quindi, di investire nei settori delle energie rinnovabili che hanno crescita elevatissima in tutto il mondo – pensate ad esempio, e mi ricollego alla cosa che dicevano prima Zamponi, Squassina e Sarfatti, a tutto il ciclo dell’idrogeno per il traffico – Chiediamo con molta decisione che oggi si decida di considerare il territorio della Lombardia non idoneo a collocare centrali nucleari, “denuclearizzato”. L’aveva detto tra le righe in una conferenza stampa Formigoni, ma, si sa, verba volant.

Va ribadito in questo momento. Naturalmente se non fosse così noi interpreteremmo le reticenze e le oscillazioni opportunistiche di umore della Lombardia come un fatto estremamente pericoloso, grave e dannoso per i cittadini,da rendere noto già in questa campagna elettorale in corso.

allegati: Mozione “Individuazione di fonti energetiche alternative a quelle derivanti dagli impianti “Nucleari”” (PDF)

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