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Bilancio

Arg. n. 3 – ODG – Proposta di Atto Amministrativo n. 0096

(Seduta del 19/12/2006

Arg. n. 3 – ODG – Proposta di Atto Amministrativo n. 0096:

“Bilancio di previsione per il funzionamento del Consiglio regionale per l’anno 2007”, iniziativa Ufficio di Presidenza).

FILE BILANCIO CONSIGLIO 2007

Avendo, su alcune valutazioni, una posizione convergente a quella di Benigni e di Adamoli, ho voluto ugualmente intervenire per dare risalto e peso alla valutazione del nostro Gruppo sul sostegno al bilancio, che riguarda in modo particolare il Consiglio, cioè l’istituzione che, a nostro giudizio, ha sofferto di più e che in questa legislatura, di fronte al cimento dello Statuto e di fronte ad un rinnovamento e ad un maggiore riequilibrio delle sue funzioni all’interno dei poteri della Regione, richiede più risorse.

Il continuo confronto con Adamoli negli ultimi tempi è tale da avvicinare le sue osservazioni a quelle del nostro Gruppo: il problema sta nel rapporto tra la rappresentanza e il funzionamento della Giunta e la rappresentanza e il funzionamento del Consiglio.

Facevamo i conti e abbiamo potuto rilevare che su una cifra come quella di 32 milioni di euro, che sono la cifra totale per il funzionamento dell’insieme dell’apparato regionale, la Giunta se ne appropria grosso modo la metà. Questo è argomento di riflessione: noi rischiamo di avere una funzione del Consiglio, e delle stesse attività delle Commissioni, non adeguata, soprattutto al rilievo esterno, che ha assunto da tempo invece, soprattutto nella comunicazione, la Giunta.

Faccio un esempio per riprendere le questioni che aveva posto Adamoli: tenete conto che l’apparato di comunicazione, per quanto riguarda la Presidenza e per quanto riguarda l’insieme degli addetti stampa e dei responsabili di tutti gli Assessorati, supera di sette volte la disponibilità che ha invece la struttura del Consiglio.

Capite che in Democrazia questo non è un problema da poco, è un problema di rilievo su come il lavoro, che noi svolgiamo all’interno del Consiglio, riesce ad essere trasmesso, in modo particolare attraverso la mediazione della stampa, ai nostri elettori.

Voglio verificare quindi la possibilità che possano attivarsi emendamenti all’interno del bilancio del Consiglio per potenziare alcune sue funzioni.

Per un potenziamento dell’attività, non chiamerei di comunicazione ma di democrazia del Consiglio, è inadeguata la posta di bilancio e c’è un problema di come funzionano le Commissioni.

Vorrei che – lo dico anche al Presidente del Consiglio – ci facessimo carico di non implementare semplicemente le funzioni che riguardano la Presidenza delle Commissioni: occorre potenziare complessivamente l’accesso di tutti i componenti delle Commissioni al lavoro. Per quanto riguarda le spese di rappresentanza, è bene spostare sempre di più le spese di rappresentanza del Consiglio, come partecipazione ad esempio a grandi eventi, verso la partecipazione dei rappresentanti di Commissione all’attività che viene svolta all’estero.

Il nostro Gruppo è un Gruppo nuovo dal punto di vista dell’esperienza consiliare e quindi ha forse da darvi qualche consiglio, anche sull’impostazione del bilancio. A nostro giudizio i servizi del Consiglio sono magari efficientissimi ma per nulla noti, cioè non esiste la comunicazione tra le potenzialità che hanno i servizi del Consiglio e il nostro lavoro o il funzionamento della preparazione alle leggi e all’attività legislativa.

Noi siamo spesso non al corrente di servizi per l’attività consigliare ad esempio per fare della clausola valutativa per i progetti di legge una prassi invece che una richiesta.Siamo all’oscuro di tutta l’attività che da adesso si farà su tutte le valutazioni preventive, compresa la valutazione di impatto strategico, la valutazione ambientale.

Dato che questo è il bilancio di cui viviamo, è difficile prendere le distanze, per cui noi ci limiteremo a segnalare i difetti e le lacune senza una dichiarazione di voto, se non la denuncia che questo salto di qualità richiesto non è stato ancora assunto del tutto.


(Seduta del 19/12/2006

Arg. n. 5 – ODG – Progetto di Legge n. 0193:“Legge finanziaria 2007, d’iniziativa della Giunta regionale”

Abbinato a:

Arg. n. 6 – ODG – Progetto di Legge n. 0194: “Bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2007 e bilancio pluriennale 2007/2009 a legislazione vigente e programmatico, d’iniziativa della Giunta regionale”).

FILE FINANZIARIA 2007-2009

-Dichiarazione di voto.

Grazie Presidente e grazie anche al Presidente Benigni. Volevo portare qui una riflessione, che tra l’altro mi è stata ulteriormente sollecitata dalla Presidente di Commissione, che ritengo parlasse per tutta la maggioranza e che ha visibilmente accentuato l’aspetto che riguarda il contributo della Regione Lombardia al fondo perequativo e l’orizzonte entro cui viene iscritto il bilancio dal punto di vista delle relazioni e del rapporto con il federalismo fiscale e la modifica dell’articolo 5 della Costituzione.

Come d’altra parte avevamo già rilevato nei dibattiti precedenti, voglio rilevare, a maggior ragione qui, la distanza profonda tra l’impostazione che viene data dalla maggioranza all’assetto di

bilancio in chiave di federalismo non certo solidale e la nostra posizione invece per quanto riguarda in modo particolare gli aspetti della devoluzione e del bilancio assegnato a questo capitolo e il contributo della nostra Regione al fondo perequativo.

Vado però per ordine sull’insieme delle voci di bilancio. Innanzitutto vorrei una volta tanto rilevare due aspetti del bilancio, che vanno nella direzione di richieste nostre ormai di lungo periodo. Gli unici due aspetti del bilancio che noi non possiamo trascurare, in senso non negativo, riguardano da una parte l’incremento delle risorse finanziarie nel campo delle infrastrutture e dei trasporti, con uno spostamento di 522 milioni per il trasporto pubblico locale, cioè sicuramente insufficienti però un segnale finalmente diverso rispetto ai segnali a cui eravamo abituati, contraddetti poi invece dalla voce ancora prevalente, e riguardo, il 63 per cento ancora di interventi sul trasporto su strada.

L’altro aspetto di un certo interesse, e si chiudono qui le valutazioni positive, riguarda il fatto che c’è, almeno così appare, una rapida e veloce contrazione del debito pregresso.

Cioè c’è, nel bilancio presentato, se abbiamo capito, perché è sempre così complessa la lettura dei vostri bilanci, un rientro abbastanza consistente dall’indebitamento pregresso, che significa sicuramente un’accentuazione del ruolo delle società collegate, ma anche probabilmente una politica di risparmio, che il Governo regionale è riuscito a conseguire. Questi sono i due aspetti che volevamo, per certi versi, accreditare.

Da qui in avanti invece le nostre valutazioni sono ampiamente dissonanti. La prima: mi pare che, nonostante i proclami bellicosi, confermiate un contributo della Regione Lombardia al fondo perequativo dell’ordine questa volta un po’ inferiore a quelli precedenti ( credo che questo sia un automatismo dovuto al patto di stabilità) che è attorno a 3 mila e 510 milioni. Ci sono poi, nella prima area di spesa del bilancio, delle poste di spesa sotto il titolo devoluzione, che hanno, a nostro giudizio, il ruolo politico di scardinare la perequazione in ragione della capacità della Regione di realizzare della solidarietà al riparo dall’imposizione fiscale nazionale. Direi che la Lombardia tenta, per questa via, di delineare un orizzonte per l’articolo 119 della Costituzione, che non è assolutamente quello che noi intendiamo definire .

C’è, in questo bilancio, una richiesta di capacità contributiva verticale, a livello regionale, che si avvale di un concorso da parte del territorio, che a nostro giudizio ha tratti di dubbia costituzionalità io non credo che la Lombardia sia in condizioni straordinarie tali da richiedere un intervento nazionale per risolvere i problemi del proprio territorio, anche se, con un certo rincrescimento, talvolta il “tavolo per Milano” fa supporre che questo stia avvenendo, con una nostra totale dissociazione.

Per quanto riguarda poi, l’applicazione dell’ art.119 della Costituzione la Regione Lombardia, nel suo bilancio, applica una lettura dell’articolo 119, che non condividiamo affatto.

Per quanto riguarda invece la contrazione delle risorse finanziarie per area economica, da tempo noi stiamo denunciando l’incapacità della Regione Lombardia e della sua Giunta di reagire al declino della Regione. So che più volte veniamo – come dire –sopportati in questa nostra impostazione, con un certo grado di sufficienza, ma non facciamo altro che ribadire ogni volta che, attraverso la valutazione degli indici più rilevanti, lo scostamento degli indici della nostra Regione dagli indici europei e dagli indici di competitività più elevati sono così netti da far pensare che occorra immettere risorse nell’area economica ed evitare il ridimensionamento delle politiche, in modo particolare per l’occupazione e per la competitività, che invece rileviamo ampiamente presenti in questo bilancio.

Io credo ad esempio, e per questo abbiamo richiesto un supplemento autentico di discussione sul provvedimento, sulla competitività, e quindi di non liquidarlo in uno spazio molto angusto, che la Regione debba modificare un rapporto con le politiche industriali, che continua ad essere quello sostanzialmente dell’aiuto alle imprese, e che debba invece non ridurre l’impatto finanziario della sua imposizione e che debba affrontare invece i nodi strutturali che la condannano ad una sicura difficoltà di mantenerci a livello di eccellenza, come viene invece più volte, addirittura nei titoli di questo bilancio.

Per quanto riguarda in modo particolare l’attività delle società finanziarie, noi riportiamo qui, per la terza volta da quando siamo in Consiglio, una denuncia sul fatto che le società finanziarie della Regione agiscano al di fuori della contabilità pubblica. Ormai ci sono denunce alla Corte Costituzionale Europea; c’è un utilizzo delle società parallele all’Amministrazione pubblica, che concorrono alla realizzazione del bene pubblico, della cosa pubblica, che meritano una denuncia, un deciso approfondimento e una critica serrata.

Le società non sono soggette ad una contabilità analoga a quella utilizzata dalla pubblica Amministrazione, e quindi Infrastrutture Lombarde SpA, ad esempio, che è soggetto aggiudicatore e Finlombarda, ad esempio, con impegni straordinari come quello del risanamento della rete idrica, ormai assumono compiti di indirizzo politico, che spettano decisamente al Consiglio sia nella loro determinazione che per quanto riguarda le quantità finanziarie che sono impiegate.

Io credo che questo allargamento del ruolo istituzionale, di Infrastrutture SpA, di Finlombarda e delle Ferrovie Nord Milano, siano, assieme all’interpretazione dell’articolo 119, dentro questo bilancio, gli aspetti di dissenso politico più netto e più rilevante che dobbiamo esprimere.

Per quanto riguarda altre voci, io vorrei fare una sottolineatura adesso almeno su tre di estrema rilevanza: istruzione , formazione e ricerca scientifica.

Se mettiamo insieme le UPD, ne facciamo la somma e l’analizziamo con una certa accortezza, ci rendiamo conto che noi siamo di fronte ad una contrazione sostanziale della posta di bilancio. Si tratta di un problema reale, non si può sostenere l’eccellenza della Lombardia e la necessità di fare ricorso al capitale umano, come elementi cardini dell’impostazione della Finanziaria e poi rendersi conto che su Istruzione, Formazione e Ricerca scientifica  subiscono una contrazione, con uno spostamento secco e netto dal pubblico verso il privato, con le voci su asili nido, buoni scuola e gli aspetti dell’edilizia scolastica completamente spostati e scostati verso la parte privata.

L’altro aspetto estremamente rilevante riguarda l’invenzione di attribuire al fondo di solidarietà socio assistenziale una cifra che invece riguarda le intere politiche socio assistenziali della Regione, e quindi di contrabbandare, per istituzione di un fondo, o comunque di qualcosa che contribuisca alla non autosufficienza, quella che invece è la tradizionale politica che la Regione fa in campo socio assistenziale con una netta prevalenza, da questo punto di vista – basta guardare i posti letto ad esempio – di attenzione verso la parte privata.

Il capitolo complessivo della Sanità non fa che far riemergere una linea di tendenza che ormai dura da undici anni, che ci vede fieramente in antitesi con le posizioni della Giunta, ma questa volta c’è anche un fatto nuovo: quando abbiamo cercato di costruire una posizione il più possibile maturata, anche in discussioni comuni, attorno alla questione dell’inquinamento dell’aria, avevamo identificato nelle grandi questioni dell’energia, della protezione della natura, due ambiti dentro cui forzare uno scatto, un cambiamento netto di destinazione di risorse e di fondi. Non è assolutamente così nel vostro bilancio: la voce “Energia” subisce un ridimensionamento estremamente vistoso e preoccupante. Avrebbe avuto uno straordinario segno il fatto ad esempio di rilanciare anche la politica industriale in questo senso. Noi ripetiamo, ormai diventeremo vecchi su questo, senza alcuna soddisfazione, che ad esempio il polo di Arese era un’occasione straordinaria per non farci casette e centri commerciali; ci troviamo invece di fronte ad un’impostazione della Finanziaria che esclude una trasformazione in senso positivo dell’impegno verso questa area, che subisce invece un tratto speculativo, che a è un po’ il segno del declino della Lombardia. Sembra ormai che anche dal punto di vista dell’impostazione Finanziaria  contro cui voteremo la moneta in Lombardia divori territorio e lavoro, e sono – voi lo capite – territorio e lavoro due fondamenti dell’identità dentro cui conduce la sua opposizione a questo piano Rifondazione Comunista.

Quindi il senso del nostro voto contrario e della nostra pressione al riguardo è del tutto evidente, anche da quanto io ho espresso fino a qui.

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