mario agostinelli

REPOSITORY

Aria, Inquinamento, Clima, Trasporti, Comitati territoriali e EXPO 2015, Energia

Carta della rete lombarda dei comitati territorio e ambiente

Ordine del Giorno conclusivo dell’assemblea per la costituzione della rete lombarda dei comitati territorio e ambiente, 14 giugno 2008

1 – Composizione della rete e promotori

2 – I principi fondativi della rete

3 –Criteri per l’adesione alla rete lombarda dei Comitati

4 – Modalità organizzative della rete

4.1 – L’assemblea generale dei comitati

4.1.1 – Competenza dell’assemblea generale dei comitati

4.2 – Il gruppo di lavoro

4.2.1 Competenze del gruppo di lavoro

4.3 – Il coordinatore del gruppo di lavoro

4.3.1 – Competenze del coordinatore del gruppo di lavoro

4.4 – Il coordinamento della rete dei comitati

4.4.1 – Competenze del Coordinamento della rete dei comitati

4.5 – Il comitato tecnico scientifico

4.5.1 – Competenze del comitato tecnico-scientifico

4.6 – Il tesoriere della rete dei comitati

4.6.1- Fonti di finanziamento della rete

4.7 – Comunicazione e rapporti con i mass media

Nota. Le varie forme organizzative che la rete si propone di attuare con questo documento potranno essere pienamente definite, non necessariamente subito, ma secondo un processo in itinere basato sulla graduale e progressiva messa a fuoco delle reali necessità e delle concrete possibilità di realizzazione.
A tale scopo hanno carattere indicativo e sono suscettibili di modifiche a seguito di deliberazione dell’Assemblea Generale dei Comitati.

Premessa

Il grado di vivibilità e di sostenibilità ambientale del territorio lombardo sta notevolmente peggiorando. Questo è quanto si deduce da una serie di indicatori che attestano uno scadimento dei parametri relativi alla qualità dell’aria, sistemi di trasporto, rifiuti, qualità dell’acqua, siti contaminati, inquinamento acustico, inquinamento elettromagnetico, cementificazione.

Siamo in presenza di una situazione di degrado e di crisi ambientale che non è solo conseguenza di un dato quantitativo determinato dall’alta densità degli insediamenti produttivi, residenziali, o di modelli di consumo e di trasporto individuali. Questa situazione è anche e soprattutto il frutto di una politica orientata all’abbandono di strumenti di programmazione e di governo del territorio, di una politica orientata a dare preminenza all’interesse privato rispetto all’interesse pubblico. Nel corso di questi anni abbiamo assistito ad una politica di sviluppo fondata su un’idea di crescita senza limiti, rivolta a rilanciare la Lombardia come “territorio della competizione e del consumo” tramite una piena valorizzazione economica – meglio sarebbe dire pieno sfruttamento – dei fattori del territorio: ambiente, risorse naturali, beni comuni, servizi.

Di contro a questo modello di sviluppo, che è causa di distruzioni ambientali sempre più vistose e visibili, si sono costruite nel corso degli anni una molteplicità di iniziative di denuncia, di dibattito, di mobilitazione. Iniziative ambientali e pratiche di partecipazione per lo più agite sul piano locale, rivolte a difendere i propri territori dal saccheggio e dalle privatizzazioni. Queste pratiche e iniziative territoriali, al di là di essere una risposta fondamentale sul terreno della difesa della qualità della vita e della salute, rappresentano un potenziale di cambiamento, la possibilità di delineare un altro modo di fare economia, di intendere lo sviluppo non più incentrato sulla crescita fine a se stessa, ma basato sulla capacità di interagire positivamente con i cicli ambientali. Un’idea di sviluppo qualitativo capace di ridurre e recuperare rifiuti, di fermare la cementificazione e le grandi opere speculative, di affermare il diritto alla mobilità nei termini di un rilancio delle diverse forme di trasporto pubblico e collettivo, di approntare una politica energetica fondata sul risparmio e le fonti rinnovabili, di attuare una politica di risanamento territoriale, di riuso urbano, di difesa dei beni comuni e dei contesti paesaggistici di contrastare i cambiamenti climatici, di riqualificare e valorizzare l’attività agricola sia riguardo agli aspetti produttivi (valorizzando le filiere corte), sia riguardo a quelli ambientali, paesaggistici, socioculturali.

I comitati, le diverse realtà associative che operano sui temi della salvaguardia del territorio e dell’ambiente rappresentano – laddove la politica tradizionale allo stato attuale registra e segnala una sua crisi profonda di rapporto con l’insediamento sociale – un terreno di ricostruzione di una nuova stagione di partecipazione, di vertenze in direzione di un uso durevole delle risorse ambientali e territoriali, di un ripensamento del nostro modello di sviluppo.

Non si può fare a meno di rimarcare come a parole sia oggi assai facile registrare da parte degli amministratori degli enti pubblici affermazioni di stampo ambientalista e ecologista, mentre è assai più difficile trovare traccia di un impegno pratico per trasformare quanto viene proclamato in un fenomeno irreversibile ed assodato.

La rete dei comitati si propone non solo di difendere il territorio e di favorire un nuovo modello di sviluppo a livello di opinione e di cultura, ma anche di organizzare ogni forma di iniziativa pratica, progettuale e partecipativa che dia attuazione a tutto quanto possa essere considerato parte di questo nuovo modello di sviluppo.

Unitamente al riconoscimento e alla valorizzazione piena di tutti i contributi e le sollecitazioni che sono proprie di una politica di prossimità, è altrettanto importante costruire la dimensione di una riflessione e di un intervento più a carattere regionale attraverso la condivisione di obbiettivi comuni e molteplici. Caratteristiche determinanti anche della dimensione regionale sono l’autonomia, la trasversalità, l’auto-organizzazione. Da ultimo ricordiamo che questa rete vede con favore la collaborazione ed il coordinamento con altre reti operanti sul territorio aventi finalità simili.

Ordine del Giorno conclusivo dell’assemblea per la costituzione della rete lombarda dei comitati territorio e ambiente, 14 giugno 2008

Il 14 Giugno 2008 si sono incontrati a Bergamo i rappresentanti di 114 comitati territoriali della Lombardia. La decisione unanimemente presa è di andare alla costituzione di una rete lombarda dei comitati per la difesa del territorio e dell’ambiente. L’obbiettivo è di estendere la stessa su tutto il territorio regionale istituendo, al tempo stesso, rapporti con reti analoghe (come quelle piemontese, emiliana e toscana presenti con loro portavoce) presenti o in fase di costituzione sul territorio nazionale.

Le forme di coordinamento e di relazioni all’interno della rete e tra reti diverse sono fin dall’inizio aperte, da definire in base a parametri di informazione e organizzazione flessibile.

Si propone di dar vita ad un indirizzario comune regionale che si estenderà volontariamente e che verrà già nei prossimi giorni distribuito a tutti gli attuali aderenti e messo in evidenza sui siti web di comune interesse. Dal punto di vista tematico si propongono per ora sei gruppi di interesse (pianificazione urbanistica, energia, beni comuni, agricoltura, centri commerciali, infrastrutture e mobilità) che si doteranno di comitati tecnico scientifici anche per dar vita a momenti di approfondimento e di interazione.

Temi prioritari di iniziativa e di comune interesse sono stati individuati nelle grandi opere e in EXPO 2015.

1 – Composizione della rete e promotori

Promotori della rete lombarda dei Comitati sono gli aderenti all’Assemblea di Bergamo del 14 Giugno 2008. Della Rete fanno parte a pieno titolo i Comitati che operano sul territorio lombardo e le singole persone che aderiscono al Coordinamento regionale

2 – I principi fondativi della rete

La rete lombarda dei Comitati non è un organismo partitico e si pone con una propria posizione autonoma nei confronti delle forze politiche e delle istituzioni a tutti i livelli.

Ogni Comitato conserva la propria autonomia per quel che riguarda forme, pratiche e obbiettivi del proprio intervento.

La Rete ha lo scopo di:

a) dare maggiore forza a ciascuno dei singoli interventi;

b) mettere in comune un patrimonio di esperienze e conoscenze;

c) promuovere sinergie ed iniziative comuni

d) interloquire con le Istituzioni locali e centrali.

e) promuovere e organizzare iniziative formative su tematiche specifiche riguardanti l’ambiente ed il territorio

g) fornire assistenza tecnico-scientifica ai comitati;

h) offrire una lettura ed un supporto pratico su scala regionale alle lotte e vertenze presenti sul territorio

i) offrire una lettura e un supporto del bilancio sociale territoriale

l) costruire progetti di sostenibilità.

La Rete lombarda dei Comitati si avvale del supporto di un sito Internet

3 – Criteri per l’adesione alla rete lombarda dei Comitati

Condivisione in senso generale dello spirito e degli obbiettivi della “carta” della rete.

4 – Modalità organizzative della rete

4.1 – L’assemblea generale dei comitati

È composta dai rappresentanti di tutti i comitati che hanno deciso di far parte della rete

Diritto di voto a non più di due rappresentanti per comitato, diritto di parola a tutti i convenuti.

Si riunisce almeno due volte all’anno.

La convocazione dell’assemblea generale è effettuata dal coordinamento della rete dei comitati, o su richiesta anche di un singolo gruppo di lavoro

4.1.1 – Competenza dell’assemblea generale dei comitati

Definisce il numero e l’area tematica dei gruppi di lavoro.

Decide tempi e modalità di rotazione degli incarichi.

Assegna eventuali compiti a singole persone, delibera su ogni altro argomento posto alla sua attenzione ed approva le iniziative svolte utilizzando il nome della rete.

Emette l’approvazione finale alle proposte di iniziative e di progetti pratici promosse dalla rete.

Approva l’accettazione di eventuali donazioni e di forme di finanziamento diverse dall’auto-tassazione volontaria.

Ha la titolarietà esclusiva del nome e del logo della Rete

4.2 – Il gruppo di lavoro

È composto in forma aperta dai componenti designati dai comitati appartenenti a ciascuna macro-area tematica.

4.2.1 Competenze del gruppo di lavoro

Ciascun gruppo decide la propria gestione, la ripartizione del lavoro tra i vari componenti, le relative responsabilità (regole che verranno rese note nel sito internet) e la convocazione del gruppo di lavoro (sede, orari).

Tiene i contatti con i comitati appartenenti all’area tematica.

Può proporre le modifiche/ gli aggiornamenti/ gli inserimenti per il sito internet ed il materiale di informazione da inserire nel sito web.

Può proporre iniziative generali (assemblee, corsi di formazione, convegni, manifestazioni, campagne e vertenze, progetti pratici, etc.).

Mantiene i contatti con i mass-media.

Effettua il monitoraggio e analizza il lavoro svolto a livello di macro-area, emettendo la documentazione del caso.

4.3 – Il Coordinatore del gruppo di lavoro

I componenti di ciascun gruppo di lavoro nell’ambito dei principi di revoca e rotazione, decidono della sua durata nel compito.

4.3.1 – Competenze del coordinatore del gruppo di lavoro

Coordina e convoca il proprio gruppo di lavoro.

Tiene informati i componenti del gruppo di lavoro circa gli argomenti generali dibattuti nella rete e le problematiche ad essi associate.

Partecipa a pieno diritto alle periodiche riunioni del coordinamento regionale della rete

Relaziona all’assemblea annuale della rete dei comitati.

E’ ammesso l’uso della delega per tutte le attività.

4.4 – Il coordinamento della rete dei comitati

Il coordinamento della rete dei comitati è composto dai coordinatoridei gruppi di lavoro e dalle eventuali figure di riferimento indicate dall’assemblea generale.

Il coordinamento può avvalersi di personale per la gestione tecnica del lavoro.

Il principio di funzionamento è subordinato e finalizzato alla rotazione degli incarichi.

4.4.1 – Competenze del Coordinamento della rete dei comitati

Coordinare a livello generale i gruppi di lavoro delle macro aree convocando specifiche riunioni periodiche o su richiesta.

Tenere informati i vari gruppi di eventi/decisioni assunte/iniziative di legge regionale e nazionale

Coordinare il Comitato tecnico scientifico.

Sottoporre ai coordinatori dei gruppi di lavoro le proposte gestionali ed organizzative formulate dai gruppi stessi.

Verificare le nuove richieste di adesione alla rete e aggiornare l’indirizzario.

Cooperare con i gruppi di lavoro, il comitato tecnico-scientifico ed i singoli comitati per lo sviluppo di iniziative generali e per indire assemblee periodiche di area tematica o generali.

Cooperare con i gruppi di lavoro, il comitato tecnico-scientifico ed i singoli comitati per attività di formazione rivolte non solo ai membri della rete ma, soprattutto, a tutti gli enti pubblici, di volontariato o ONLUS che ne facciano richiesta oltre che all’intera popolazione.

Attivare rapporti con le Istituzioni e forze politiche.

Promuovere i rapporti con reti analoghe.

4.5 – Il Comitato tecnico-scientifico

Il comitato è composto da persone competenti, non ha limiti numerici ed è strutturato su base volontaria.

Il comitato tecnico scientifico è coordinato dal coordinamento della rete dei comitati

4.5.1 – Competenze del Comitato tecnico-scientifico

Supportare, a richiesta, l’iniziativa dei comitati e dei gruppi di lavoro.

Monitorare il processo di produzione legislativa della Regione.

Sviluppare analisi critiche della legislazione regionale e nazionale.

Elaborare proposte normative/legislative.

Supportare tecnicamente il lavoro di formazione dei gruppi di lavori delle macro-aree tematiche.

Sviluppare rapporti con il mondo scientifico e accademico.

4.6 – Il tesoriere della rete dei comitati

Il tesoriere della rete dei comitati viene nominato annualmente dall’assemblea generale, gestisce la cassa comune e dispone i mandati di pagamento

Relaziona periodicamente al coordinamento e all’assemblea della rete dei comitati circa l’andamento della cassa.

4.6.1 Fonti di finanziamento della rete

Contributi volontari dei singoli comitati.

Donazioni che prima di essere accettate dovranno essere discusse in sede di coordinamento: l’approvazione finale spetta all’assemblea.

Finanziamenti da enti pubblici o privati su progetti compatibili con le finalità della rete.

Altre forme di autofinanziamento stabilite in sede di coordinamento ed in linea con la presente carta.

4.7 Comunicazione e rapporti con i mass media

Fatta salva l’autonomia dei comitati per quanto riguarda la comunicazione delle proprie tematiche, la rete si dota di strumenti finalizzati ad un rapporto efficace con i mezzi di comunicazione, evidenziando gli aspetti propositivi e alternativi della propria funzione.

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