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AMEDEO DA’ I NUMERI, MA NON SONO QUELLI GIUSTI

I COSTI DEI LAVORI ALL’OSPEDALE DI PIARIO SONO QUASI RADDOPPIATI.
IL DIRETTORE TORNI IN COMMISSIONE, E IL CONFRONTO AVVENGA SUI DATI REALI E ALLA PRESENZA DEI REVISORI DEI CONTI E DELL’AVVOCATO MANGIA

Nel corso dell’audizione della scorsa settimana in Commissione Sanità il direttore generale dell’azienda ospedaliera Bolognini di Seriate Amedeo Amadeo ha affermato di aver sforato di soli 342 mila euro le previsioni di spesa approvate da Regione Lombardia per l’accorpamento dell’ospedale di Piario e Clusone (Bg).

Siamo al gioco delle tre carte: Amedeo raffronta le patate col caviale cercando di spiegarci che è stato bravo a pagare le patate solo poco più del caviale “autorizzato”. Nessun senso ha infatti raffrontare il costo finale (tutt’altro che definitivo) con un importo a base d’asta non al netto di ribassi e quindi molto più alto dell’effettiva aggiudicazione.

Estrapoliamo dal suo promemoria consegnato ai membri della Commissione III del Consiglio Regionale i numeri corretti (stravolti e mascherati nel resoconto stampa finale):

  • 2002 opere civili e impiantistiche appaltate euro 11.025 521,79 euro
  • 2005 variante 1) opere civili e impiantistiche 13.230 175,24 euro
  • 2006 dal conto economico opere civili e impiantistiche 18.724 045,40 euro
  • 2009 dal conto economico opere civili e impiantistiche qualora si perda l’arbitrato 21.035 961,31 euro (comprensivi dei 2 milioni 309 mila euro che potrebbero non recuperare dall’arbitrato con la Satrel spa)

Come si vede scorrendo queste cifre appare quasi ridicola l’affermazione di Amadeo secondo cui il costo finale dell’opera è superiore di soli 342 mila euro.

A cosa? Il gioco furbetto di Amadeo è stato quello di raffrontare un costo finale di 23.537 608 euro che potrebbe diventare 25 milioni 846 858,86 (qualora l’azienda perdesse l’arbitrato con la Satrel) non con l’importo aggiudicato in appalto ma con il progetto finanziario precedente al ribasso d’asta.

Il direttore ha ritenuto pertanto di prendere in giro i consiglieri regionali confrontando un costo finale non ancora definitivo con una sua ipotesi di costo risalente al 2001 che non ha nessun valore essendo stata effettuata una gara d’appalto ed essendo stata aggiudicata l’opera con un ribasso superiore al 20%.

Del resto ciò che balza all’occhio leggendo il promemoria che ben si è guardato dal mandare alla stampa è che un’opera iniziata nel 2001 non è stata ancora terminata nel 2009 e che un costo iniziale (quello appaltato) per le opere civili (opere murarie + impiantistiche) di 11.025.521 è lievitato di quasi il doppio superando i 20 milioni. E ancora non sappiamo quale sarà il costo finale.

Amadeo mischia le carte però anche sul costo al metro quadro, sostenendo che “per la costruzione di 16.000 metri quadrati abbiamo speso 1471 euro per mq, quando la media regionale si attesta intorno ai 1900 euro per mq”. Gentilmente ci dica quanti di quei 16 mila mq sono a cantina, a sotterraneo, quanti sono stati ristrutturati e quanti invece costruiti. A noi risulta che la parte nuova sia di soli 5 000 mq circa. Riteniamo offensivo per il Consiglio Regionale che il Direttore generale di un’azienda ospedaliera usi le strutture del consiglio e il tempo delle audizioni per la peggiore propaganda a copertura di inefficienze, ritardi e diseconomie registrati nella ristrutturazione e accorpamento di un suo ospedale.

Per questa ragione riteniamo indispensabile che il presidente della III commissione Pietro Macconi riconvochi Amedeo Amadeo in Commissione per un confronto più trasparente sui conti dell’ospedale. Crediamo che sia indispensabile che il confronto sia allargato ai revisori dei conti e all’avvocato Mangia.

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