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Comunicati stampa

DPEFR: UN DOCUMENTO DELUDENTE E IRRESPONSABILE CHE IGNORA LA CRISI

Dichiarazione di Mario Agostinelli, capogruppo regionale Sinistra Unaltralombardia

“Una nave finita nelle mani del cuoco di bordo, che col megafono non delinea la rotta, ma legge il menu della giornata.

Ecco l’immagine più appropriata per questa Regione e per il Dpefr che stiamo discutendo, tanto deludente quanto irresponsabile, del tutto incapace di rispondere alla grave crisi economica e ambientale che investe la Lombardia.

Con la diminuzione del Pil regionale del 4,1% per il 2009, 300mila in cassa integrazione e la prospettiva in autunno di nuovi consistenti licenziamenti che si andranno ad aggiungere ai 27mila del primo semestre, con un calo dei consumi (-1,5%) e un crescente fenomeno dell’impoverimento che investe circa 200mila famiglie, con l’allontanamento costante dagli obiettivi di Kyoto, occorreva delineare politiche economiche, industriali e di risanamento ambientale di forte contenuto innovativo, prestando particolare attenzione al sostegno dei redditi da lavoro dipendente, alla riconversione ecologica delle imprese, all’estensione e valorizzazione pubblica dei beni comuni, alla soluzione della crisi climatica, tornando all’economia reale in nome del lavoro e della sostenibilità.

E invece, niente di tutto questo. Solo un documento riepilogativo, fotocopia dei precedenti, come se la crisi non fosse mai arrivata.

Persino l’Expo, nonostante gli slogan che lo caratterizzano, rimane solo un’occasione per proiettare nel futuro i vecchi progetti degli anni ottanta e novanta, anziché un’occasione per “riprogettare” Milano e la Lombardia in un contesto energetico e agroalimentare innovativo ed efficace per la recessione in corso.
Formigoni si affida al nucleare e, mentre Obama punta sulle fonti rinnovabili, il Dpefr è muto al riguardo, in linea con il Governo di Roma che le taglia perché costano! Per la sanità, non c’è traccia di una revisione delle modalità di accreditamento e dello strumento dei Drg, né del rilancio di una gestione partecipata che ridia spessore al ruolo delle ASL, degli Enti locali e dei cittadini. Non si prevede alcun fondo regionale per la non autosufficienza, mentre le famiglie con anziani disabili varcano la soglia di povertà. Nessun investimento serio sul trasporto ferroviario e, in particolare, sui pendolari. Per il lavoro e le crisi industriali non c’è sostegno a politiche attive tese al rispetto dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori, dell’ambiente e dei siti produttivi, favorendo la diversificazione, la riconversione produttiva e la nascita di una “green economy”. E nessuna risposta è data al disagio abitativo, con una insufficienza delle risorse messe a disposizione sul Piano regionale per l’edilizia residenziale pubblica (Prerp), dopo un Piano Casa che ha invece ampiamente agevolato i tornaconti immobiliari e della rendita.
Per quanto ci riguarda, l’idea che mettiamo in campo con il nostro documento alternativo è quella di generare sapere, tecnologia, piena occupazione, una solida struttura produttiva e lavoro buono, senza rinunciare ai principi di solidarietà e uguaglianza sociale.

Si potrebbe fare. Ma questa destra non vuole guardare al futuro e sceglie di scommettere sulla sua solita propaganda, favorendo nei fatti quegli interessi particolari che le garantiscono bacini di consenso elettorale”.

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