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Lo smog è ormai il segno caratteristico della pianura Padana (Il Manifesto)

Lo smog è ormai il segno caratteristico della pianura Padana: una densa striscia rossa rilevata termicamente dalle osservazioni satellitari. E’ in pericolo la salute dei cittadini lombardi: noi , chiamati a rappresentarli, dobbiamo rispondere ai loro bisogni, assicurare i loro diritti, travolti da governanti e imprese irresponsabili.

Respirare è un diritto, la tutela della salute è prevista dalla Costituzione: l’inquinamento atmosferico ignora limitazioni geografiche, non subisce pressioni di lobby o gruppi politici, non obbedisce alla propaganda dell’ apparato formigoniano e richiede organicità e misure strutturali.

I dati che arrivano dall’ARPA richiedono un salto di qualità negli strumenti e negli impegni da prendere, peraltro oggetto anche di numerose direttive europee.E azioni di lungo periodo, non solo breve.

In questa situazione la Lombardia stabilisce solo occasionali giornate di blocco del traffico, vara piani e…attende il vento. I suoi amministratori sembrano avere più la vocazione del vigile che la lungimiranza del legislatore.

Lo scorso dicembre Verdi , DS e PRC hanno portato in Commissione due progetti di legge, hanno sollecitato la costituzione di un gruppo di lavoro che prendesse in esame le altre proposte e integrazioni elaborate dai gruppi politici (sia di maggioranza che di opposizione) e chiesto che all’elaborazione del testo partecipasse anche la giunta perché il lavoro di stesura della legge fosse il più condiviso possibile: purtroppo, nonostante numerose sollecitazioni, il progetto è arrivato solo poche settimane prima della pausa estiva. Nonostante il ritardo, noi abbiamo ascritto ad un successo dell’ opposizione l’apertura di una discussione su testi precisi e la struttura stessa del Progetto di giunta che abbandona un approccio solo emergenziale. Perciò il confronto ora deve essere il più possibile condiviso, libero da qualsiasi presunzione o strumentalizzazione elettorale. Dobbiamo arrivare ad una legge quadro che definisca le priorità e le modalità di azione per politiche di lungo respiro (espressione mai tanto adeguata all’argomento!), sapendo che non si può più procedere con misure tampone e di emergenza.

Il “Silenzio assordante” a cui ci ha costretto sia il Presidente della nostra Giunta Regionale Formigoni, sia l’ex sindaco metropolitano Albertini per ben 10 lunghi anni ormai pare essere finito.

Le forti pressioni che sono arrivate, all’indomani della costituzione del gruppo di lavoro in Commissione Ambiente, al Presidente Formigoni hanno costretto l’assessorato all’Ambiente a partecipare ai lavori e dunque ad affrontare in modo strutturale il problema.

E’ finito dunque il periodo delle conferenze stampa per annunciare delibere spot, fantomatici rimedi all’inquinamento: usare maglioni più pesanti per evitare di alzare i termosifoni durante l’inverno e la regolamentazione dei caminetti a legna delle pizzerie…

Ed anche la macchina propagandistica di Formigoni ha cambiato tono: ha rivendicato a sé un’impostazione mutuata dall’opposizione e ha cercato di spacciare per bipartisan il percorso futuro in commissione.

Ma la prima vittoria noi l’abbiamo ottenuta dal momento che ora siamo in grado di lavorare in un terreno libero dalle polemiche strumentali, dalle dichiarazioni ad effetto e persino dalle meglio intenzionate strategie comunicative e quindi di chiarire i termini reali del confronto.

La prospettiva da assumere è la piena acquisizione di un’ ottica di sistema, che coinvolga le istituzioni a tutti i livelli, che consenta interventi coordinati fra i Comuni, che veicoli una comunicazione efficace rispetto a misure necessariamente restrittive e una adeguata motivazione dei cittadini.

Per noi è irrinunciabile che la normativa non sia vaga,, che gli indici siano misurabili e confrontabili, che le scadenze di riduzione dell’ inquinamento siano assunte come vincolanti, con le sanzioni, le iniziative e le risorse di bilancio conseguenti.

Inoltre, ci sono punti ineliminabili, oggi non presenti, o non vincolanti, nel progetto di Giunta.

Le azioni di tipo strutturali: miglioramento della qualità e eco -compatibilità dei mezzi di trasporto, incentivi all’utilizzo dei mezzi pubblici rímodulazione dell’organizzazione dei centri urbani e strategie dell’accesso, procedendo con decisione, secondo un programma rigoroso di tempi e quote del traffico, verso il trasporto collettivo o ecologico e verso il potenziamento e l’ integrazione (anche tariffaria) della rete ferroviaria, ferrotranviaria e di autobus  e corriere con le arterie di grande traffico, con i relativi parcheggi di corrispondenza e tariffe .agevolate di parcheggi e mezzi pubblici. La riduzione del gas serra sulla base di Kyoto rinunciando all’ escamotage del commercio delle quote verso i paesi poveri. Ovviamente va previsto un piano per i periodi di alto inquinamento, con la limitazione del traffico nei periodi di superamento delle soglie. Fanno poi parte di questo argomento anche la previsione di risorse per estendere la diffusione delle piste ciclabili e per le forme cosiddette di mobilità soft.

Infine, nella legge quadro devono essere indicate strategie e quote relative alla edilizia ed alla energia rinnovabile.Qui si riconnettono le azioni relative al risparmio energetico, a partire dalle tecniche di costruzione delle nuove abitazioni e dalla costituzione di quel centro di ricerca sulla mobilità sostenibile ad Arese che è il frutto di un accordo sindacale che la Regione ha eluso.

Il nostro impegno è per ottenere un testo che racchiuda in se queste priorità e che, già dalle prossime settimane, possa essere discusso e approvato unitariamente dal Consiglio.

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